Noi consigliamo da sempre al Presidente del Consiglio di rispondere alle domande di Repubblica, mi sembra che sia un atto di trasparenza e di verità positiva. Ma il tema di oggi riguarda le polemiche attorno alla vicenda (scaturite dalle dichiarazioni di Franceschini n.d.r.), che sono state un evento molto triste. E’ triste che quando si è accecati dall’odio nei confronti di un avversario politico si ricorra ad usare espressioni che feriscono profondamente le famiglie e i sentimenti dei figli. Credo che Franceschini debba chiedere scusa non solo a Berlusconi e ai suoi figli, ma a tutti gli italiani, perché questa non è la politica nuova, ma nemmeno l’alternativa seria a Berlusconi. Ci sarebbe bisogno di una grande alternativa a Berlusconi e al suo Governo, che stanno dimostrando completa distrazione rispetto ai temi della crisi e ai problemi degli italiani. Non è questa l’alternativa che gli italiani possono augurarsi, perché un’alternativa politica non si costruisce sull’odio.
Pier Ferdinando
nota:La famiglia è il pilastro fondamentale della società, ma oggi è abbandonata a se stessa. Sosteniamola in concreto, rivoluzioniamo il fisco con il quoziente familiare: chi ha più figli deve pagare meno tasse.
L’eutanasia minaccia il bene più prezioso che abbiamo, la vita. Chi soffre perché gravemente malato o chi non ha i mezzi per sostenersi non può essere lasciato solo a decidere se vivere o morire. Uno Stato che rinuncia a stare vicino a chi è in difficoltà è uno Stato che rinuncia al suo futuro.
Una scuola più competitiva non si costruisce col taglio delle risorse. Serve una riforma organica che motivi gli insegnanti, alzi il livello dell’istruzione degli studenti e valorizzi i più meritevoli senza lasciare indietro gli altri.
La flessibilità è un bene, la precarietà no. Incentiviamo la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, proteggiamo tutti i lavoratori colpiti dalla crisi attraverso l’estensione degli ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese, favoriamo il nuovo ingresso nel lavoro con la formazione permanente. Detassiamo gli utili reinvestiti nell’impresa. Miglioriamo l’accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso il potenziamento del sistema dei CONFIDI.
Vogliamo un grande piano casa che rilanci l’edilizia sociale per le famiglie meno abbienti, le giovani coppie e gli anziani. Occorre incentivare la costruzione o la ristrutturazione di case sicure, antisismiche e all’avanguardia sul piano del risparmio energetico.
Un’Italia protagonista in Europa ha bisogno anche di un sistema sanitario che garantisca prestazioni di qualità omogenee al Nord, come al Centro e al Sud. Si devono ridurre le differenze di costi e di livello delle prestazioni tra le varie Regioni, eliminando gli sprechi, valorizzando e promuovendo la costruzione di centri di eccellenza all’avanguardia. La carriera di medici e infermieri deve basarsi su un sistema meritocratico che premi i migliori, non chi ha le conoscenze giuste. Per il bene e la salute di tutti vogliamo la gestione delle ASL senza ingerenze della politica.
Uno Stato che si affida alle ronde è uno Stato che alza bandiera bianca di fronte alla criminalità e dice ai cittadini di arrangiarsi. Solo le forze di polizia hanno la professionalità e la preparazione per fronteggiare il crimine, ma il Governo taglia loro gli organici e le risorse. Il contrario di ciò che è necessario, il contrario di ciò che vogliamo.
Vogliamo un federalismo che riformi la macchina statale con una distribuzione delle competenze e dei costi certa, per dare nuovo slancio all’economia del Nord e del Centro e per recuperare i ritardi del Sud. Ecco perché diciamo no al federalismo della Lega, uno spot vuoto di cifre e contenuti che rischia di sfasciare lo Stato senza dare alle Regioni gli strumenti per funzionare.
Diciamo no ad ogni forma di razzismo e di xenofobia. Gli stranieri onesti che vengono in Italia per lavorare sono una risorsa e vanno aiutati concretamente ad integrarsi con le loro famiglie. Favoriamo l’immigrazione volenterosa e qualificata e contrastiamo l’immigrazione clandestina, coinvolgendo l’Europa attraverso intese con i Paesi di provenienza.

| PATTO DI STABILITÀ E POLEMICHE «Roma ladrona»? Eppure la Lega ha votato a favore ■ Caro direttore, la Lega sbraita «Roma ladrona», ma è una«Lega bugiardona»! A pagina 5 del suo quotidianodi ieri, 15 gennaio, il titolo recita:«Roma può sforare il Patto di stabilità. Insorgeil Carroccio». Ma dall’articolo noncompare in modo chiaro che la Lega ha votato a favore di «Roma ladrona».Infatti gli amici della Lega dovrebbero spiegare ai propri elettori, ma soprattuttoai loro sindaci e amministratori (tra cui c’èqualche parlamentare) il motivo del lorovoto contrario all’ordine del giorno che prevedeva di inserire Roma tra le città che devonorispettare il Patto di stabilità. Forse sperano che quanto avvenuto in aula allaCamera non si sappia in «Padania». Qualche sindaco parlamentare nostranodella Lega non dovrebbe dichiarare cosenon vere «o volutamente false», quando anche lui ha contribuito con il suo voto amantenere «Roma ladrona». NICOLA GRITTI segreteria provinciale Udc Bergamo fonte eco bg.it Dl anticrisi: Casini, servono 15 mld per aggredire l'emergenza |
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| Tremonti troppo prudente, auspico un Berlusconi decisionista | ||||||
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Roma, 15 gen. (Adnkronos) - "Abbiamo apprezzato la prudenza del ministro Tremonti, che in verita' ha fatto poco per aggredire la crisi nella speranza che questa passi. Noi, invece, proponiamo un piano di 15 mld per fronteggiarla. Se il governo avra' il coraggio, noi dall'opposizione ci saremo".
TAS LUMBARD! CHE GHE' LA LEGA CHE GHE PENSA LE'.....MALPENSA, ROMA CAPITALE...... grazie lega i tuoi elettori, delusi, ti ringraziano sentitamente. ogni commento e' superfluo. Magna...magna a Roma e Urla a Bergamo. |
| VOLONTE', parlamento lavori su aiuti maternita' | 11 maggio |
| (ANSA) - ROMA, 11 MAG - ''Bene Napolitano su maternita', ora auspichiamo ampio dibattito in Parlamento in vista del Dpef. Separare maternita' da tassazione famigliare, slegare la maternita' dal lavoro sono zavorre retrograde che umiliano femminilita' e matrimonio''. Lo dice Luca Volonte', deputato dell'Udc, in una nota. ''Dal governo Berlusconi e dai ministri interessati - prosegue l'esponente del partito di Casini - speriamo vengano quei segnali di disponibilita' al confronto che dal Family Day di un anno fa sono mancati. La nostra proposta e' limpida, il modello di fiscalita' familiare e di conciliazione lavoro-cura tedeschi, accompagnati dalla liberta' di scelta educativa, valorizzano la famiglia e la responsabilita' dei genitori''. ''Apriamo un confronto e cogliamo l'occasione della lettera di Napolitano per superare l'emergenza drammatica che sfascia le famiglie italiane e impoverisce il Paese''. |
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Esiste accordo sull’influsso del personalismo comunitario nella redazione della nostra Carta costituzionale. L’esito di sessant’anni fa fu felice e insieme fortunato, poiché anche allora l’idea di persona era soggetta a intense tensioni, e anche allora - come oggi - non pochi sostenevano: «noi non sappiamo affatto che cosa sia la persona umana». Nonostante l’accelerato sviluppo delle scienze umane, sentiamo la mancanza di un’adeguata conoscenza dell’uomo, di una vera sapienza dell’umano. Per riprendere il problema del nesso tra principio-persona e Costituzione italiana occorre rivisitare alcuni nodi storici e filosofici. Nei primi decenni del Ventesimo secolo accadde un’eterogenea simbiosi di positivismo scientistico e di esistenzialismo proveniente dalla crisi dissolutiva del razionalismo metafisico e dell’hegelismo. Si realizzava perciò un ambiguo incontro fra una razionalità pubblicamente attestabile e proceduralmente modulata, e il problema della scelta ultima, privata e irrazionale dei valori, secondo la previsione di Max Weber sulla sdivinizzazione e sulla gabbia di acciaio della razionalità strumentale. La neutralità rispetto al valore sostenuta dalla razionalità di tipo scientifico si accostava estrinsecamente all’irrazionalità e al politeismo dei valori propria della seconda linea, in una mescolanza in cui era in linea di principio impossibile trovare un esito. In consapevole alternativa a questo quadro vennero sviluppandosi a partire dagli anni Trenta del Novecento varie scuole di indirizzo personalistico, miranti alla riscoperta e alla tematizzazione della persona, che ebbero considerevole rilievo nel pensiero mondiale. L’essor planetario dei totalitarismi, veicolanti massificazione e schiacciamento della persona, contribuì per la sua parte all’esito, creando un clima in cui la sua difesa apparve urgente compito della politica. In merito un punto di svolta è la Carta delle Nazioni Unite nel cui Preambolo si parla di dignity and worth of the human person; un altro sta nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (1948), il cui lessico impiega il termine «persona». In quello stesso torno di tempo tale termine entra in diverse Costituzioni. Alla metà del secolo scorso la situazione del personalismo pareva dunque solidamente attestata. Eppure la triade di «personalismo, esistenzialismo, marxismo», ritenuta da E. Mounier e da J. Lacroix la caratteristica durevole di un’epoca, ha in realtà avuto vita alquanto breve. Con gli anni Cinquanta e Sessanta i tre fratelli nemici si sono trovati sottoposti all’attacco strutturalista vibrato contro la categoria generale di umanesimo. Mentre l’esistenzialismo e il marxismo hanno per diverse strade sostanzialmente concluso il loro cammino, nella realtà della persona si incontra un nucleo inaggirabile che assegna alle filosofie personaliste un’attualità onnitemporale. La persona è infatti primitiva; non si deduce da nulla e non si può ridurre a cosa, a oggetto. «L’io - scrive Berdjaev - prima di tutto è esistente, appartiene al dominio dell’esistenza… L’io prima di ogni oggettivazione è, in virtù della sua natura esistenziale, libertà… È per natura iniziale e primitivo. Ciò che è primo non è, come pensano molti filosofi, la coscienza; è l’io immerso nell’esistenza» (Cinq méditations sur l’existence, 1936).
L’intervista al leader dell’Unione di Centro Pier Ferdinando Casini su ‘Avvenire’.
«Ho sentito Berlusconi porre il tema del quoziente familiare...Vada avanti, noi lo sosterremo! La nostra non sarà un’opposizione ideologica, distruttiva, sfascista. E a Silvio posso fare una promessa: guarderemo il lavoro che farà a Palazzo Chigi senza pregiudizi».
Il quoziente familiare è solo una delle sfide che avvicinano Pier Ferdinando Casini a Silvio Berlusconi e il leader dell’Unione di centro lo sottolinea con serenità, senza il timore che tutto ciò sembri un primo passo verso una nuova collaborazione.
«A me interessa il centro. Non il centrosinistra. Non il centrodestra», ripete l’ex presidente della Camera deciso a chiarire che dietro i ‘faccia a faccia’ privati con i principali leader del Pd non si agitano retroscena. Oggi conta il programma e Casini sembra indicare a Berlusconi una serie di priorità.
«C’è l’alta velocità, c’è il ritorno al nucleare, c’è il tema della sicurezza, c’è l’abolizione delle province, e poi c’è l’adeguamento dei salari al costo della vita... Questi sono obiettivi anche dell’Udc e sarebbe assurdo se non fossimo pronti a sottoscriverli, a sostenerli».
Prende fiato il leader dell’Unione di centro chiude quel ragionamento: «Vede, è importante che ci sia in Parlamento una forza capace di ragionare non secondo etichette ideologiche, ma sempre privilegiando la concretezza programmatica».
Torniamo agli incontri con D’Alema, Veltroni, Rutelli.. Per Rotondi lei si starebbe preparando a sostituire Prodi alla guida di un centrosinistra nuovo...
Sciocchezze, soltanto sciocchezze. Io sono radicato nel Ppe e mi muovo in quell’area, il Partito democratico sarà, invece, una delle forze del socialismo europeo...
Cambiamo versante: una serie di intese programmatiche potrebbe riavvicinarla a Berlusconi?
Andiamo per ordine. Berlusconi ha vinto. In maniera netta, forte, inequivocabile e ora non ha più alibi: deve governare. Io lo osserverò con un misto di curiosità e scetticismo. Ma la curiosità ha in sé un elemento positivo... Sono senza pregiudizi, pronto a sostenerlo con decisione; ma anche deciso a non concedergli nulla e determinato a incalzarlo in Parlamento se dovesse deragliare dalla strada maestra.
Insisto: Udc e Pdl potranno incontrarsi ancora?
Insisto anche io: tutto è assolutamente prematuro. Intanto vediamo la composizione del governo, le scelte per le presidenze di Camera e Senato, la chiusura della vicenda del Commissario europeo... Devo essere onesto: qui Berlusconi non mi ha convinto.
Si spieghi
Berlusconi sbaglia a tenere per il Pdl le due presidenze. E motivare la retromarcia spiegando che il Capo dello Stato è stato eletto solo da una parte politica è soltanto un alibi: Napolitano è garante di tutti. E anche la Lega lo ha ricordato in queste ore.
Passi alla vicenda del successore di Frattini...
Serve il coinvolgimento delle opposizioni.
Vi hanno cercato? Dovrebbero farlo?
No non ci hanno cercato, ma sia chiaro: io non sollecito nessuno. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa privilegiando le idee alle poltrone e sarebbe assurdo se adesso...
D’Alema è venuto a trovarla: avete parlato di Legge elettorale e di modello tedesco?
D’Alema è una persona intelligente con cui parlo sempre volentieri, ma la storia di un confronto sulla legge elettorale è fuori dal mondo... Lo sa qual la mia speranza? I temi che riguardano la vita degli italiani dovranno avere una corsia preferenziale rispetto a quelli istituzionali. Molte famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, c’è da difendere il potere d’acquisto... Non penso che gli italiani possano vivere con dibattiti astratti sulle riforme istituzionali. E poi...
Che cosa, presidente?
Questa legge elettorale ha un solo vero difetto: la mancanza delle preferenze. Ma ora voglio riprendere fiato: siamo gli unici ad aver retto al richiamo del voto utile e su questi 2 milioni di voti possiamo costruire qualcosa di grande. Entro la fine dell’anno immagino un congresso per lanciare la volata delle europee.
Che cosa vi chiedono questi elettori Di aprirci, di rinnovarci... E poi attenzione per certi valori, per un progetto di modernizzazione dell’Italia. Vogliono una forza moderata che non si regga sulle ondate pubblicitarie e che non venga accecata da pregiudizi ideologici…www.noipress.it
| FISCO: VOLONTE', bene garante su stop consultazione redditi | 30 aprile |
| Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - "Con una scelta tardiva ma comunque apprezzabile, il Garante della privacy ha respinto l'ultimo assalto di Visco, capace per ore e ore di tenere sotto scacco la privacy di milioni di cittadini italiani''. E' quanto dichiara, in una nota, il deputato Udc Luca Volonte', dopo lo stop dell'authority alla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi. In un clima degno ''del peggiore regime, Visco ha regalato a malintenzionati e semplici curiosi l'opportunita' unica di spulciare le disponibilita' economiche di vicini di casa, clienti e potenziali vittime'', afferna Volonte'. Con le dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani 'a portata di clic' sul sito dell'agenzia delle Entrate, il viceministro uscente dell'Economia, secondo l'esponente dell'Udc, ''si e' decisamente superato: ecco la piu' evidente dimostrazione dell'istinto vendicativo che nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale". |
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Hanno tentato di scardinare il nostro partito, ma non ce l'hanno fatta.
Unione di Centro rimane forza viva, lanciata in mare aperto da sola, conferma la sua vitalita'.